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(Fanta)scienza – prevedere il futuro da Isaac Asimov a Black Mirror

20 feb 2019 18:30

La fantascienza è stata storicamente un frutto dell’età industriale, quando l’emersione della tecnologia moderna ha generato una serie di rivoluzioni materiali, sociali e culturali.
In questo ambiente di rinnovamento, alcuni pionieri come Jules Verne hanno iniziato ad immaginare come la proiezione su scala futura delle tecnologie esistenti e di quelle ancora da inventare avrebbe cambiato la vita degli uomini.
In questo processo, acceleratosi negli anni Quaranta del XX secolo, il numero di precursori del futuro è fortemente aumentato, fino alla previsione puntuale di eventi e l’emersione di tecnologie con decenni di anticipo.
E’ tuttavia la fantascienza a prevedere il futuro, o sono le tecnologie che seguono le linee ideali sviluppate da questo genere letterario?
Ai nostri giorni l’evoluzione tecnologica e quella sociale ad essa connessa sono sempre più rapide, e comprendere come l’immaginazione serva a costruire nuovi mondi è fondamentale per decidere se vogliamo futuro sempre più umano o uno disumanizzato.

Ferdinando Scala

Ferdinando è Strategy Director di Healthware International, con oltre vent’anni di esperienza professionale nel campo della salute a livello globale.
A 7 anni ha letto il suo primo libro di fantascienza, “Lucky Starr e le lune di Giove” di Isaac Asimov, e da allora la voglia di immaginare e scoprire il futuro non è mai venuta meno.
Dopo aver dedicato una parte della sua vita alla ricerca scientifica in ambito ecologico ed aerospaziale, oggi lavora nel tradurre in strategie attuabili i più avanzati trend all’intersezione tra medicina e tecnologia.
Nel tempo lasciato libero dal lavoro e dalla famiglia, coltiva la sua passione per la storia militare, campo nel quale ha pubblicato diversi lavori monografici.

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