L’impasse economica e finanziaria determinata dal Covid-19, con la parallela spinta “eco” dei giovani d’oggi, hanno catapultato l’industria della moda nella ricerca e nello studio di un nuovo possibile e favorevole scenario, proponendo sempre di più un ripensamento di quello che è il ciclo di vita di abiti e accessori.

Quello dell’usato, difatti, non è più un mercato di nicchia, bensì una piazza globale che strizza l’occhio alle esigenze e ai gusti di tutti. Ne è l’esempio calzante il colosso Gucci che, tallonando di fatto industrie quali Stella McCartney e Burberry, ha deciso finalmente di approdare su The RealReal, il sito di e-commerce specializzato in “Luxury Second Hand”: un vero e proprio mercato online e di successo per spedizioni di lusso autenticate, poggiato sull’economia circolare. Il motivo alla base di questa decisione sta nel perché́ forse sia proprio il perlustrare a fondo rischi e opportunità del mercato dell’usato una delle frontiere più̀ interessanti che attende i brand di lusso – e non solo, alle origini di questo 2021.

Stando a uno studio condotto da Boston Consulting Group, l’80% di Millennials e della Gen Z, che entro il 2026 incarneranno il 60% del pubblico di riferimento del mercato della moda, prova infatti sensi di colpa nell’acquistare fast fashion come nel mangiare fast food, puntando invece, senza riserve, su tutto ciò̀ che è di seconda mano.

“Il Covid ci ha costretti a mutare atteggiamento nei confronti dello shopping e del consumismo» sostiene, così, Bay Garnett, stylist freelance britannica, sottolineando quanto sia convinta che «il mercato del second hand non farà che crescere nel 2021».
Ed in linea con questa ipotesi, ci sono i numeri GlobalData che stimano una perdita di circa il 15% per le vendite al dettaglio, mentre prevedono una crescita del 69% del second hand, tra il 2020 e il 2022.

Ma chi sono i protagonisti di questo settore in continua crescita?
ProntoPro.it, portale di informazione che mette in collegamento domanda ed offerta inerentemente ai servizi professionali, ha interrogato circa mille dei suoi fruitori, per individuare chi siano, definendone gusti, preferenze e motivazioni.

Ebbene, circa il 70% del totale delle persone che comprano in maniera frequente abbigliamento sul mercato del second-hand è donna. Di questo, la maggior parte ha una laurea e appartiene alla fascia d’età fra i 20 e i 35 anni. Ma, l’aspetto ancora più curioso, è scoprire che il 20% di chi non ha mai acquistato prodotti usati e/o vintage è propenso a farlo nei prossimi mesi.

Tra le principali motivazioni che incoraggiano le persone ad acquistare capi d’abbigliamento di seconda mano, il 43% indica la ricerca di uno stile unico, originale e personalizzato; il 29% la ritiene una scelta rispettosa dell’ambiente; e, infine, il 28% lo reputa un modo efficace per risparmiare.